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    Fiscalità
    9 agosto 20264 min di lettura

    Dubai è Ancora Tax-Free nel 2026? La Verità Dopo la Corporate Tax

    Dubai è ancora senza tasse? Dopo la Corporate Tax del 9% e la VAT del 5%, ecco cosa è davvero esente e cosa no nel 2026, senza illusioni né allarmismi.

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    Dubai è Ancora Tax-Free nel 2026? La Verità Dopo la Corporate Tax

    "A Dubai non si pagano tasse." L'hai sentito mille volte. Con l'arrivo della Corporate Tax nel 2023 e la VAT nel 2018, quella frase è oggi imprecisa, ma anche l'opposto ("ora Dubai tassa come l'Europa") è falso. La verità sta nel mezzo, ed è più interessante di entrambi gli slogan. Vediamola voce per voce, senza illusioni.

    Cosa è rimasto davvero a zero

    Molte cose che in Italia sono tassate, negli Emirati continuano a non esserlo affatto:

    • Nessuna imposta sul reddito delle persone fisiche: sullo stipendio non paghi nulla, zero IRPEF e zero addizionali;
    • Nessuna tassa sui dividendi percepiti dalle persone fisiche;
    • Nessuna imposta su plusvalenze personali (per esempio da investimenti) in capo alla persona fisica;
    • Nessuna imposta di successione o donazione;
    • Nessuna imposta patrimoniale.

    Per un imprenditore o un professionista, questo insieme resta radicalmente più leggero di qualsiasi regime europeo.

    Cosa invece oggi si paga

    Due imposte reali esistono, ed è giusto conoscerle.

    La prima è la Corporate Tax, il 9% sugli utili d'impresa. Introdotta per gli esercizi dal 1° giugno 2023, funziona così: 0% fino a 375.000 AED di utile imponibile, 9% sulla parte eccedente. È marginale, quindi il carico effettivo su utili contenuti è molto basso. Le società in free zone che rispettano le condizioni di Qualifying Free Zone Person possono restare allo 0% sul reddito qualificante.

    La seconda è la VAT, il 5%. È l'IVA emiratina, tra le più basse al mondo (in Italia l'ordinaria è al 22%). Si applica su beni e servizi, con registrazione obbligatoria oltre una certa soglia di fatturato.

    A queste si aggiungono, a seconda dell'attività, alcune fee amministrative e i costi di licenza e rinnovo, che però non sono tasse sul reddito ma costi operativi.

    Il confronto onesto con l'Italia

    Mettiamo le voci principali a confronto, a grandi linee:

    • Reddito personale e salari: in Italia fino al 43% più addizionali, in UAE 0%;
    • Utili d'impresa: in Italia IRES 24% più IRAP circa 3,9%, in UAE 0% fino a 375.000 AED e poi 9% (0% in free zone sul reddito qualificante);
    • Dividendi a persona fisica: in Italia 26%, in UAE 0%;
    • IVA ordinaria: in Italia 22%, in UAE 5%;
    • Successioni e donazioni: in Italia dal 4 all'8% con franchigie, in UAE 0%;
    • Patrimoniale: in Italia IVIE e IVAFE sui beni esteri, in UAE 0%.

    Anche dopo l'introduzione della Corporate Tax, il divario resta enorme. Tax-free assoluto no; tra i regimi fiscali più vantaggiosi al mondo sì, e con la certezza di un sistema che ora ha regole scritte, il che paradossalmente aumenta la solidità della pianificazione.

    Il vero snodo non è Dubai, è la tua residenza fiscale

    Ecco il punto che pochi articoli dicono chiaramente: il vantaggio fiscale di Dubai vale solo se sei fiscalmente residente negli Emirati. Se mantieni la residenza fiscale in Italia, l'Italia tassa i tuoi redditi ovunque prodotti (worldwide taxation), e il 9% emiratino diventa quasi irrilevante rispetto alle imposte italiane che continueresti a dovere. Per questo la partita si gioca sul corretto trasferimento della residenza, non sull'aliquota emiratina.

    Allora, conviene?

    Per moltissimi imprenditori italiani la risposta resta sì, ma con una condizione: la struttura va fatta bene. Free zone adeguata, reddito qualificante, trasferimento di residenza reale e documentato. Fatto così, il carico fiscale complessivo può restare bassissimo in modo legittimo. Fatto male, si rischia di perdere sia i benefici sia la tranquillità. Per valutare i costi di partenza vedi la guida su quanto costa aprire una società a Dubai o prova il calcolatore preventivo.

    Domande frequenti

    Quindi a Dubai si pagano o no le tasse?

    Sulle persone fisiche (stipendi, dividendi, plusvalenze, successioni) sostanzialmente no. Sulle imprese c'è la Corporate Tax al 9% oltre 375.000 AED di utile, con 0% possibile in free zone sul reddito qualificante. E c'è la VAT al 5%.

    La Corporate Tax ha tolto la convenienza di Dubai?

    No. Ha ridotto lo slogan zero assoluto, ma il regime resta tra i più leggeri al mondo, molto distante dalla pressione fiscale italiana.

    Da residente italiano posso godere delle tasse basse di Dubai?

    No, non finché resti fiscalmente residente in Italia: l'Italia tassa i redditi mondiali. Serve trasferire davvero la residenza fiscale negli Emirati.

    Ci sono altre tasse nascoste?

    Ci sono fee di licenza e costi amministrativi, ma non imposte sul reddito personale, patrimoniali o di successione. La VAT al 5% è l'unica imposta indiretta ordinaria.

    Guide correlate: Corporate Tax UAE · Costo di una società a Dubai · Calcolatore preventivo.

    Aggiornato ad agosto 2026. Contenuto informativo, non consulenza fiscale personalizzata. Le aliquote e le soglie citate sono quelle vigenti alla data di pubblicazione. Fonti: Federal Tax Authority UAE, Ministero delle Finanze UAE; per il lato italiano, TUIR e Convenzione Italia-UAE (L. 209/2020).

    Fabio Felice Cudia — Founder & Managing Director di BusinessUAE

    Sull'autore

    Fabio Felice Cudia

    Founder & Managing Director — BusinessUAE (Opera Engineering FZ-LLC)

    Imprenditore italiano a Dubai dal 2015, nei servizi alle imprese dal 2005. Ha seguito di persona oltre 500 aziende di imprenditori italiani negli Emirati. Scrive di fiscalità UAE, free zone, visti e residenza — per esperienza diretta, non per teoria.

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